Psicologia delle Cure Primarie

Sempre più frequentemente negli studi medici arrivano richieste che riguardano patologie che non hanno una natura prettamente medica.

Circa il 60% dei pazienti, presenterebbe una sintomatologia legata a problemi psicologici, oppure a condizioni psicosociali in grado di incidere sui sintomi fisici.

Nei loro studi, i medici si confrontano con:

  • psicopatologie (depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità),
  • sindromi psicosomatiche,
  • malessere legato all’accettazione di patologie croniche come il diabete, tumore o disturbi cardiovascolari,
  • malessere legato allo stress,
  • dipendenza da sostanze e nuove tecnologie,
  • vittime di abusi.


Come psicologa delle cure primarie, lavoro a stretto contatto con i medici nella presa in carico del paziente che è concepita in un’ottica di collaborazione e cooperazione.

L’intervento è mirato al trattamento del disturbo in questione ed ha uno scenario differente rispetto alla psicoterapia. L’obiettivo è finalizzato al trattamento del disturbo e al sostegno psicologico per il paziente nei cambiamenti dello stile di vita che la nuova o temuta condizione medica impone.


Lo scenario dello psicologo delle cure primarie è molto diverso rispetto a quello tipico dello psicologo in studio o dello psicoterapeuta: gli interventi sono maggiormente mirati al disturbo in questione; sono brevi e nella maggior parte dei casi sono finalizzati all’acquisizione contenuti per il ben-essere dell’individuo.

Ad esempio, nel trattamento con il paziente diabetico, l’intervento consisterà nell’accettazione della patologia e nei cambiamenti di vita che la malattia impone. Nei casi di sindromi psicosomatiche, stress o insonnia, l’attenzione sarà focalizzata sull’acquisizione delle tecniche di rilassamento.